Verona, 19 febbraio 2026. Chiudono a poco più di 1,9 miliardi di euro le vendite all’estero di olio extravergine italiano tra gennaio e novembre 2025. Stando agli ultimi dati Istat disponibili, l’Evo made in Italy – che vale l’87% dell’export di olio d’oliva tricolore – ha infatti registrato una contrazione del 16% sui valori dello stesso periodo 2024, “gonfiati” dall’incremento dei prezzi medi all’export. Se si guarda ai volumi, infatti, gli 11 mesi registrano un +21% sull’anno precedente, a 272mila tonnellate. A pesare sull’andamento complessivo è in particolare il mercato extra-Ue, con una quota pari al 64% del totale export, che recupera del 20,3% a volume a fronte di un rallentamento a valore del 15,2%, mentre l’Ue registra rispettivamente un +23% a volume e -17% a valore. La geografia dell’export, con il 60% delle esportazioni concentrate nei primi 5 mercati di riferimento, vede la top 5 composta da Stati Uniti, Germania, Francia, Canada e Giappone, seguiti dalla Corea del Sud che, con tassi di crescita in tripla cifra e una performance in positivo anche a valore sul 2024 (+53,4%), ha superato il Regno Unito nella classifica dei buyer. Ma se arrivano segnali positivi dall’Est (bene anche la Cina, seppur penalizzata da prezzi medi molto bassi e volumi ancora ridotti), si evidenziano i primi effetti dei dazi sul primo mercato di sbocco: gli Usa registrano perdite ben sopra la media a valore (-26,6% il risultato negli 11 mesi) mentre crescono molto meno (+1,1%) del resto del mondo a volume. Fa peggio solo il mercato francese, che risulta in negativo su entrambi i parametri (-35% a valore e -2,6% a volume). Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio SOL Expo su dati Nielsen, sul mercato domestico (Gdo) le vendite complessive di olio extravergine di oliva hanno chiuso il primo mese del 2026 con una crescita dell’1,1% in volume che sconta però un calo del 16% a valore. Nonostante la flessione dei prezzi medi a scaffale, passati da 8,8 euro/litro di gennaio 2025 ai 7,12 euro/litro di gennaio 2026 (-12,5%), gli italiani non hanno incrementato significativamente gli acquisti, riducendo anzi il numero di confezioni dell’1,4%. Un trend che si è riflesso anche sull’Evo italiano, anche se meno duramente del previsto. L’extravergine made in Italy, che a gennaio 2026 ha assorbito un terzo del mercato oleario complessivo nella grande distribuzione, ha infatti visto ampliarsi il differenziale di prezzo tra il prodotto italiano (10,84 euro/litro) e quello comunitario (7,12 euro/litro), pur registrando una contrazione delle vendite di bottiglie pari al 14%. Il parziale del primo mese dell’anno ha raggiunto quindi i 26 milioni di euro a fronte dei 73 milioni di vendite dell’olio comunitario. Sul fronte dell’offerta, l’Italia traguarda il ritorno sui livelli produttivi usuali, in controtendenza rispetto al resto dell’Europa, che vede la Spagna in calo a circa 1,2 milioni di tonnellate e la Grecia a circa 200mila tonnellate. Secondo i dati Sian, la produzione nazionale di oli vergini di oliva è ferma appena sotto le 300mila tonnellate (293.908 al 18 febbraio 2026), con oltre il 50% della produzione nazionale in quota alla Puglia, che raggiunge le 151mila tonnellate. La Calabria si presenta come la seconda forza olivicola italiana (43 mila tonnellate), seguita a scia dalla Sicilia (41 mila tonnellate), per un prodotto complessivo delle tre regioni olivicole per eccellenza pari all’80% del dato nazionale. Comunicato stampa #3 FIERE, SOL EXPO: TORNA A VERONAFIERE IL SALONE DELL’OLIO E DELL’OLIVO
PRESENTATA CON IL MINISTRO LOLLOBRIGIDA LA SECONDA EDIZIONE DELLA TRE-GIORNI DEDICATA A BUSINESS, FORMAZIONE E CULTURA DELL’EVO MADE IN ITALY Verona, 19 febbraio 2026. Torna a Veronafiere dal 1° a 3 marzo SOL Expo, la tre-giorni interamente dedicata alla filiera dell’olio e dell’olivo made in Italy. La seconda edizione, presentata oggi alla stampa in un evento online con gli interventi, tra gli altri, del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, del presidente di ITA-Italian Trade Agency, Matteo Zoppas, e del direttore esecutivo del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI), Jaime Lillo López, conta sulla presenza di oltre 200 aziende da Italia, Slovenia, Spagna e Ungheria, e delle principali associazioni di settore, in rappresentanza dell’intero comparto produttivo tricolore. Alla presentazione sono intervenuti anche il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, il direttore generale vicario di Veronafiere, Gianni Bruno, l’assessora ai Servizi Zerosei del Comune di Verona, Elisa La Paglia, il presidente di Confesercenti-FIESA, Daniele Erasmi, e il vicepresidente vicario di FIPE, Aldo Mario Cursano. «SOL Expo manifesta la capacità dell’olio di affermarsi come un prodotto unico, strategico anche in termini di un principio di sostenibilità che non guarda solo all’ambiente, ma anche al territorio e all’economia – ha detto il ministro all’Agricoltura, Francesco Lollobrigida –. Come Governo abbiamo disegnato una strategia per un’azione sistemica su tre punti: la protezione, la promozione e la produzione. Sulla prima stiamo lavorando molto bene, i controlli sono stati moltiplicati sulla base dell’analisi del rischio, intervenendo sulle criticità che possono essere previste e intercettate. Sul fronte della promozione, in particolare all’interno del Coltiva Italia, vogliamo intervenire strutturalmente, per valorizzare una qualità che solo l’Italia può esprimere, garantendo la giusta remunerazione a chi produce. Abbiamo stanziato 300milioni di euro per contrastare e prevenire le fitopatie, ma vogliamo intervenire anche su tecnologia e macchine, per produrre di più e meglio. Dopo il vino, vogliamo lanciare infine una campagna promozionale a sostegno anche dell’olio, che dev’essere raccontato per incentivarne conoscenza e consumo di qualità». «Con 15 regioni produttrici presenti in quartiere, SOL Expo rappresenta un unicum tra gli appuntamenti italiani dedicati all’olio di oliva – ha spiegato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –. L’obiettivo è quello di dare uno spazio di espressione corale per uno straordinario protagonista della cucina made in Italy offrendo opportunità e spunti per produttori e operatori professionali, ma anche per consumatori o semplici appassionati. Si tratta di un format ibrido che consente da un lato di esplorare le possibilità di business per un settore cruciale dell’agroalimentare italiano e, allo stesso tempo, di creare un anello di congiunzione con i consumatori attraverso la formazione e la cucina italiana, grande protagonista di questa edizione». Non mancano infatti le iniziative dei protagonisti della ristorazione e della distribuzione, da FIPE Confcommercio a FIEPET e FIESA Confesercenti e da AIRO Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio a FIC, la Federazione Italiana Cuochi che proprio a SOL Expo svelerà il suo “Piatto Unesco”, dedicato al riconoscimento della Cucina italiana come Patrimonio immateriale dell’umanità. Un’attenzione, quella riservata alla tavola, che si concretizza anche nelle proposte al pubblico, tra show cooking, degustazioni guidate e masterclass. Sul fronte dell’internazionalizzazione, il piano di incoming congiunto con ITA-Italian Trade Agency porterà in fiera a Verona oltre 80 top buyer da 25 Paesi (Stati Uniti, Giappone, Cina, Germania, Danimarca, Francia, Belgio, Ungheria, Qatar, Israele, Bosnia Erzegovina, Azerbaigian, Finlandia, Svizzera, Canada, Paesi Bassi, Kazakistan, Marocco, Arabia Saudita, Singapore, Corea del Sud, Croazia, Austria, Serbia ed Estonia). «L’olio d’oliva rappresenta un elemento rilevante della nostra filiera agroalimentare, simbolo della qualità del Made in Italy e della Cucina italiana nel mondo, di recente riconosciuta dall’Unesco Patrimonio immateriale dell’Umanità – ha spiegato il presidente di ITA-Italian Trade Agency, Matteo Zoppas –. Dopo un 2024 di grande crescita del comparto oleario, con 2,6 miliardi di euro di export (+43,9% rispetto al 2023), il 2025 ha visto un rallentamento (2,1 miliardi nei primi undici mesi) dovuto più al valore che ai volumi. Si conferma quindi strategica l’azione dell’ICE che, insieme al Sistema Paese e nel solco della Diplomazia della crescita promossa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, sostiene gli imprenditori italiani nelle loro attività di internazionalizzazione offrendo strumenti concreti per rafforzare la presenza del Made in Italy nel mondo. Grazie al supporto dell’Agenzia, a SOL Expo saranno presenti 24 operatori esteri che, insieme ad altri buyer selezionati, porteranno in fiera circa 80 top buyer provenienti da 25 Paesi tra cui i Stati Uniti, Giappone, Cina, Germania, Francia e Arabia Saudita a testimonianza dell’attenzione internazionale per la qualità dei nostri prodotti. Come accade per il vino, con il cui comparto è possibile sviluppare importanti collaborazioni, l’olio fa parte di quell’insieme di eccellenze che ci permettono di raccontare in modo emblematico la cultura, la storia e il valore aggiunto della nostra offerta rispetto ai concorrenti esteri dandoci la possibilità di raggiungere l’obiettivo dei 700 miliardi di export entro la fine della legislatura. Obiettivo cui contribuisce in maniera rilevante l’intero settore agroalimentare che nel 2025 ha toccato il record dei 72,4 miliardi di esportazioni come risultato di un’intensa attività sviluppata sotto il coordinamento del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida». «La fiera si conferma un momento di networking, formazione e informazione – ha aggiunto il direttore generale vicario di Veronafiere, Gianni Bruno –, con contenuti che spaziano verticalmente e trasversalmente, dagli approfondimenti tecnici e analisi di mercato, a partire dai contributi dell’Osservatorio SOL Expo realizzato in collaborazione con Nomisma, che proprio durante l’evento presenterà la nuova indagine sull’evoluzione del rapporto tra olio EVO e consumatore italiano». Da segnalare, sul fronte del programma di SOL Expo, il convegno inaugurale, dedicato alle ‘Sfide di mercato per l’olio di oliva in un mondo che cambia’ (lunedì 2/3, ore 12, Area Talk), l’appuntamento ‘Dal mercato europeo a quello Mediterraneo fino al Mercosur: i venti che sferzano l’olivo e l’olio di oliva’ (lunedì 2/3, ore 15, Area Talk), ‘Il paesaggio olivicolo: cultura, economia, ambiente’ (lunedì 2/3 ore 16, Area Talk) e il punto su ‘Quanta voglia di sostenibilità: dalla realtà scientifica alla narrazione per l’olio extravergine di oliva’ (martedì 3/3, ore 11.30, Area Talk). «SOL Expo celebra non solo un settore, ma un patrimonio vivente, e il Consiglio Oleicolo Internazionale è orgoglioso di essere al fianco dell’Italia in questo momento così importante – ha commentato il direttore esecutivo del COI, Jaime Lillo –. In qualità di unica organizzazione intergovernativa dedicata al settore olivicolo, il COI porterà avanti il proprio impegno a favore della cooperazione internazionale, perché solo insieme possiamo garantire che l’olio d’oliva e le olive da tavola, così profondamente radicati nell’identità italiana e mediterranea, continuino a prosperare per le generazioni future». «La collaborazione con SOL Expo rappresenta una grande opportunità di fare cultura sull’olio, coinvolgendo soprattutto i consumatori più giovani, riportando al centro il benessere alimentare – ha dichiarato l’assessora ai Servizi Zerosei del Comune di Verona, Elisa La Paglia –. Come Amministrazione comunale ci siamo impegnati, oltre che a promuovere la partecipazione dei bambini alla manifestazione, per lavorare con l’Azienda Sanitaria Locale per intervenire sulle mense scolastiche, a partire da ciò che va sulle tavole dei nostri alunni». |