Firmato al Forum Coldiretti l’accordo per la Bresaola della Valtellina IGP con carne 100% italiana

Intesa tra Coldiretti, Filiera Agricola Italiana e Consorzio di Tutela per valorizzare la materia prima nazionale e ridurre la dipendenza dall’estero

Una filiera della bresaola che valorizzi la carne bovina italiana, garantisca la trasparenza sull’origine della materia prima e offra nuove prospettive agli allevamenti nazionali, riducendo la dipendenza dalle importazioni. È stato questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Roma.

L’accordo è stato firmato da Coldiretti, Filiera Agricola Italiana Spa e dal Consorzio di Tutela della Bresaola della Valtellina IGP, gettando le basi per un rafforzamento strategico del Made in Italy nel settore dei salumi d’eccellenza.

Bresaola della Valtellina IGP con carne italiana: l’obiettivo dell’accordo

L’intesa punta ad avviare un percorso per realizzare la Bresaola della Valtellina IGP con carne bovina italiana, proveniente da animali allevati e macellati in Italia.

L’accordo assume particolare rilevanza in una fase in cui le criticità legate alle importazioni di carne bovina e alla mancanza di reciprocità delle regole commerciali rendono ancora più urgente investire sulla capacità produttiva nazionale. Il blocco delle importazioni di carne dal Brasile nell’ambito del Mercosur, legato alle carenze riscontrate sul fronte della reciprocità, ha dimostrato la necessità di costruire filiere più solide, capaci di garantire approvvigionamenti affidabili e standard coerenti con quelli richiesti ai produttori italiani ed europei.

Il progetto: fino a 100mila bovini all’anno

Il progetto prevede, in uno scenario programmatico da verificare nell’arco di 3-5 anni, il possibile coinvolgimento di 100mila bovini all’anno, per arrivare a circa 5mila tonnellate di tagli destinati alla bresaola e 25mila tonnellate di carni disossate complessive.

L’obiettivo è valorizzare l’intera carcassa, anche attraverso il coinvolgimento di altri utilizzatori, dalla distribuzione alla ristorazione.

Coldiretti promuoverà il coinvolgimento delle imprese agricole e l’aggregazione dell’offerta, mentre Filiera Agricola Italiana coordinerà gli aspetti organizzativi, economici e di tracciabilità. Il Consorzio di Tutela favorirà il confronto con le imprese interessate, nel rispetto del disciplinare IGP.

Verso un Accordo nazionale di filiera per prezzi equi e tracciabilità

Il protocollo avvia inoltre il percorso verso un Accordo nazionale di filiera che definisca volumi, requisiti qualitativi, programmazione degli allevamenti, contratti e criteri di formazione dei prezzi, con l’obiettivo di assicurare una remunerazione equa agli operatori.

“È un accordo strategico e una grande risposta rispetto a quello che è il lavoro che fanno i nostri allevatori, dimostrando che i contratti di filiera non sono uno slogan, ma un’opportunità concreta per dare una giusta redditualità al lavoro dei nostri imprenditori, al fianco di un’industria lungimirante, che ci vuole scommettere insieme a noi – ha sottolineato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini –. Questi prodotti non saranno destinati soltanto al mercato nazionale, ma vogliamo che siano sempre più presenti anche sui mercati internazionali. Per farlo, puntiamo a garantire la tracciabilità dell’intera filiera, valorizzando anche l’utilizzo dei dati per raccontare con trasparenza ogni fase del processo produttivo”.

Fonte: Coldiretti