Solo il 14% degli under 35 beve vino ai pasti ma aumentano i consumi nelle occasioni speciali

Il vino sta cambiando posto nella vita dei consumatori più giovani, spostandosi dalla quotidianità verso le occasioni speciali. Tra gli under 35 solo il 14% dichiara di consumarlo in accompagnamento ai pasti quotidiani, a fronte del 38% rilevato tra gli over 65. Al contrario, la metà degli under 35 lo sceglie per le occasioni speciali, rispetto al 34% degli over 65. È la fotografia scattata dall’indagine sui consumatori italiani realizzata da TEHA Group nell’ambito dei lavori della Community Visione Vino e presentata nel Rapporto Strategico “Visione Vino 2026 – Radici profonde, sguardo lontano” in occasione del 1° Forum Visione Vino di Voghera.

«Il cambiamento dei consumi non va letto soltanto come una riduzione delle occasioni tradizionali, ma come una trasformazione del rapporto con il vino – ha sottolineato Benedetta Brioschi, Partner e Responsabile Food&Retail di TEHA Group –. I giovani lo portano meno nel pasto quotidiano e più nei momenti speciali, mentre territorio, esperienza e digitale acquistano peso. Per una filiera che sostiene 40,7 miliardi di euro di valore aggiunto, capire questi segnali significa proteggere e creare valore: occorre raccontare meglio qualità e identità, rendere più semplice la scoperta del prodotto e costruire esperienze capaci di avvicinare nuove generazioni e nuovi consumatori».

Secondo i dati di TEHA Group, i principali fattori che guidano l’acquisto sono la qualità (66,2%), il gusto (64,2%) e il prezzo (51,6%). La provenienza geografica è indicata dal 46,9% dei consumatori e precede la gradazione alcolica (30,1%), il metodo di produzione (17,5%) e la tracciabilità (16,3%), mentre il packaging si colloca in coda ai criteri considerati. Il legame con l’origine emerge con forza quando si valuta la disponibilità a pagare un prezzo superiore: al primo posto figurano la provenienza da un territorio distintivo e a forte vocazione vitivinicola (15,4%) e la produzione di una piccola cantina (15,1%), seguite da riconoscimenti ufficiali (12,6%), sostenibilità (11,9%) e biologico (9,8%).

Il ruolo dei consigli, del digitale e dell enoturismo

Per la scelta della bottiglia il riferimento principale rimane il consiglio di amici e parenti (54,7%), affiancato dalle guide gastronomiche (27%) e dalle promozioni in punto vendita (25,5%). Risulta sempre più rilevante il peso dei canali digitali: i siti web specializzati orientano il 22,7% del campione, mentre i social media e le recensioni online toccano il 16,2%, superando la pubblicità su TV e riviste (13,3%). Un elemento di forte richiamo verso il prodotto è rappresentato infine dall’esperienza diretta: il 53% degli intervistati ha dichiarato di aver effettuato attività di enoturismo nell’ultimo anno.