L’Italia che coltiva eccellenza: O.P. Agorà racconta i suoi frutti alla Fruit Attraction 2025

Madrid, 30 settembre – 2 ottobre 2025 – Alla Fruit Attraction 2025, nel cuore dell’Italian Fruit Village, l’organizzazione di produttori Agorà si è presentata con la sua gamma completa di produzioni ortofrutticole, simbolo di un’agricoltura che unisce qualità, sostenibilità e innovazione varietale. Un viaggio attraverso il gusto e la biodiversità italiana, dal Metapontino ai mercati internazionali.

Un paniere che racconta l’Italia agricola

Con oltre 5.000 ettari coltivati e più di 400 soci produttori, O.P. Agorà rappresenta un modello di filiera integrata e sostenibile. La sua produzione spazia dall’ uva da tavola agli agrumi, passando per fragole, albicocche, kiwi, fino ai pomodori da industria, finocchi, cavolfiori e legumi. Ogni prodotto nasce nel rispetto della stagionalità e delle caratteristiche pedoclimatiche dei territori in cui l’O.P. opera — dalla Basilicata alla Puglia, dalla Calabria fino al Piemonte — garantendo freschezza, gusto e sicurezza alimentare lungo tutta la filiera.

Uva da tavola e agrumi: l’equilibrio tra tradizione e ricerca

Protagonisti assoluti della vetrina madrilena sono stati l’uva da tavola e gli agrumi, simboli della capacità di Agorà di coniugare tradizione agricola e innovazione varietale. Le nuove selezioni di uva seedless (senza semi), apprezzate per croccantezza e dolcezza, e le varietà di arance e limoni a elevato contenuto aromatico raccontano la ricerca costante dell’OP verso la qualità sensoriale e la sostenibilità. Ogni scelta varietale nasce da un dialogo continuo tra tecnici, produttori e mercati, con l’obiettivo di rispondere alle richieste del consumatore contemporaneo e garantire una filiera tracciata e certificata.

La fragola della Basilicata verso l’IGP

Tra i prodotti più rappresentativi, la fragola della Basilicata è il simbolo dell’identità agricola del Metapontino. O.P. Agorà è protagonista del percorso di riconoscimento della IGP “Fragola della Basilicata”, giunto alla sua prima campagna di certificazione. Un traguardo che premia il lavoro dei produttori e consolida la reputazione di un frutto amato per dolcezza, colore brillante e consistenza.

“La certificazione IGP rappresenta un valore aggiunto per i nostri soci e per tutto il territorio — spiega Alessandro Quinto, Direttore di O.P. Agorà —. È la dimostrazione concreta che qualità, origine e sostenibilità possono convivere in un modello di produzione moderno e competitivo.”

Amolì: la nuova linea che valorizza il territorio

Tra le novità presentate a Madrid, anche la linea “Amolì”, nata dai limoni della varietà “femminello”, così chiamata per la notevole fertilità della pianta che fiorisce tre volte l’anno nel Metapontino. Dai frutti freschi nasce una gamma di prodotti derivati – tra cui crema di limoncello e limoncello tradizionale – simbolo della capacità di Agorà di innovare senza perdere il legame con la terra. Una testimonianza di come la filiera possa evolvere verso la trasformazione di qualità, valorizzando ogni fase del ciclo produttivo.

Certificazioni e sostenibilità: garanzia per i mercati internazionali

Tutte le aziende associate ad Agorà operano nel rispetto dei principali standard di qualità e sicurezza alimentare, tra cui GLOBALG.A.P., IFS, GRASP, SQNPI e Agricoltura Biologica. Queste certificazioni rappresentano il fondamento di un modello produttivo orientato alla trasparenza, tracciabilità e tutela dell’ambiente. L’utilizzo dei Programmi Operativi europei consente inoltre di sostenere gli investimenti in tecnologie sostenibili, efficienza idrica e riduzione dell’impatto ambientale, rafforzando la competitività delle imprese associate.

A Madrid, la qualità italiana conquista i mercati

La presenza di O.P. Agorà alla Fruit Attraction 2025 ha confermato il ruolo dell’organizzazione come ambasciatrice della filiera ortofrutticola italiana. All’interno dell’Italian Fruit Village, Agorà ha presentato non solo i suoi prodotti, ma un vero modello di agricoltura sostenibile, certificata e innovativa.

“Ogni frutto, ogni ortaggio racconta una storia fatta di passione, competenza e rispetto per la natura — conclude Quinto —. Presentare a Madrid i nostri prodotti significa portare con sé l’essenza del Made in Italy e mostrare come la nostra agricoltura possa guardare con fiducia ai mercati globali.”