Tutelare l’autenticità del Made in Italy e contrastare l’uso illecito dei marchi tutelati nelle principali vetrine fieristiche internazionali. Nel corso dell’edizione 2026 del SIAL di Parigi, tra gli eventi più rilevanti al mondo per il comparto agroalimentare, l’attività di vigilanza del Consorzio del Parmigiano Reggiano ha consentito di individuare diverse irregolarità e usurpazioni della DOP. Grazie alla collaborazione con le autorità francesi competenti, il Consorzio ha ottenuto la rimozione immediata dall’esposizione al pubblico di sei prodotti non conformi che utilizzavano illegittimamente la denominazione o evocavano impropriamente la DOP italiana.
L’operazione è stata condotta in stretta sinergia con la Direction Départementale de la Protection des Populations de la Seine-Saint-Denis. Gli ispettori consortili hanno intercettato due formaggi con nomi evocativi e sei prodotti trasformati che riportavano la dicitura “Parmesan” tra gli ingredienti. Tra le referenze rimosse figurano uno “Shredded Parmesan cheese” prodotto negli Stati Uniti, un formaggio ucraino denominato “Parmental cheese”, oltre a condimenti e salse prodotte in Egitto e in altri Paesi (come la “Ranch PARMESAN Sauce”, la “Buffalo Garlic Parmesan Sauce” e un sugo al basilico) totalmente prive del vero Parmigiano Reggiano nell’impasto. Altre due preparazioni gastronomiche francesi con dicitura “Parmesan” sono state invece regolarmente verificate per l’effettiva presenza dell’ingrediente DOP.
La tutela legale europea e i numeri dell’Italian Sounding
L’azione repressiva condotta a Parigi si fonda sulla storica sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del febbraio 2008, che stabilisce che la parola “Parmesan” non è un termine generico, bensì un’evocazione diretta della DOP Parmigiano Reggiano, il cui utilizzo è rigorosamente vietato nei Paesi membri dell’UE per formaggi non conformi al disciplinare.
Il Consorzio ha ricordato la portata del fenomeno dell’Italian Sounding: il giro d’affari del falso Parmesan al di fuori dei confini dell’Unione Europea supera i 2 miliardi di euro, pari a circa 200.000 tonnellate di prodotto, un volume equivalente a quasi tre volte l’intera quota di Parmigiano Reggiano esportato nel mondo.
«Il tempestivo intervento delle autorità francesi conferma l’efficacia del sistema UE a tutela delle DOP, che oggi obbliga gli Stati membri a una vigilanza diretta sulle denominazioni d’origine», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. «È un livello di protezione purtroppo ancora lontano in molte aree extra-UE, dove le contraffazioni continuano a danneggiare le nostre esportazioni e a ingannare i consumatori. Tuttavia, questo ennesimo caso di violazione all’interno dell’Unione dimostra che serve un ulteriore salto di qualità: abbiamo bisogno di regole comuni per tutti gli enti fieristici europei affinché garantiscano eventi realmente “fake free”, evitando ai consorzi e ai tribunali di dover intervenire a posteriori con costi inutili e gravosi».








