Corilicoltura 2026: nell’astigiano, una buona annata

Cascola esigua e raccolta attestatasi tra i 43 e i 49 punti resa

Per la corilicoltura stagione 2026 è già tempo di bilanci. Con un breve anticipo di raccolta (da 3 a 7 giorni) rispetto alla stagione precedente, nell’astigiano, l’annata può dirsi complessivamente positiva.

Infatti, la raccolta si è attestata tra i 43 e i 49 punti resa. Buone la qualità sanitaria (non evidenziate malattie) e ottime le proprietà organolettiche(rari casi di grinzo). A differenza degli ultimi due anni, quest’anno, sempre nell’astigiano, la cascola è stata esigua (circa 10%, contro valori più consistenti in altre province). La siccità ha posto parzialmente in sofferenza l’apparato fogliare, mentre la pianta ha tenuto.

A livello regionale, complessivamente, la raccolta si è attestata sulle circa 15/16mila tonnellate, registrando un lieve discostamento rispetto alla stima iniziale che era di circa 18mila tonnellate.

Il prezzo di partenza, al momento fissato a 10 euro per punto resa, è quello registrato alla Fiera della Nocciola di Castagnole delle Lanze. In addivenire, il tavolo alla Camera di Commercio Alessandria-Asti.

“Possiamo dirci soddisfatti per il raccolto di quest’anno e, anche, per la maggiore richiesta di Nocciola Igp Piemonte da parte dell’industria dolciaria, sempre più interessata al prodotto locale” commenta la produttrice Isabella Ciattino, altresì vice presidente del Consorzio di Tutela Nocciola Piemonte IGP.

“Finita la raccolta, a condizione che ci siano ancora foglie attive, è consigliata la concimazione fogliare a base di Zinco e di Boro, per preparare, tramite l’accumulo di sostanze di riserva, la pianta alla stagione successiva”, precisa il Responsabile Tecnico Coldiretti Asti Antonio Bagnulo. “A questi interventi, poi, è possibile addizionare formulati rameici in prevenzione alle principali avversità del legno (es: Mal dello stacco/Cytospora corylicola). Laddove si siano presentate tali situazioni, si renderà necessario eliminare le pertiche ammalate o rinnovare le piante totalmente compromesse. Con la nuova stagione, poi, tornerà ad essere necessario intervenire anche sulle piante affastellate con eccessivo lussureggiamento della vegetazione, aprendole e svasandole per fare entrare più luce e favorirne l’allegagione. Infine, particolare attenzione va riservata alla concimazione primaverile, evitando concimazioni azotate troppo spinte, che arrecano disordine fisiologico, tanto più, in presenza di eventi piovosi, con gli apici che richiamano gli elementi nutritivi a discapito del frutto”.

“Anche le nocciole, come il vino e la Razza Piemontese, sono tra le eccellenze dell’astigiano e la loro produzione va posta quanto più possibile al riparo dagli effetti dei cambiamenti climatici” tornano ad affermare la Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone e il Direttore Giovanni Rosso. “Per questo, Coldiretti prosegue il suo percorso di collaborazione con gli istituti di ricerca scientifica applicata, affinché si ritrovino le migliori soluzioni al vantaggio di produzioni e produttori. Allo stesso tempo, grazie al Contratto con la Elah Dufour Novi, i conferimenti continuano ad essere garantiti”.